Monday 29th May 2017,
AGI Spettacolo

Articoli del Corriere della sera e della la Padania inerente manifestazione

angelo 10/22/2009 Nessun commento

CARE/I COMPAGNE/I,
UN GRAN PUTIFERIO HA SOLLEVATO IL SIT IN DI VENERDI 16 DAVANTI AL CINEMA ADRIANO PER IL LAVORO DEI GENERICI E DELLE TROUPES, CONTRO LA FUGA ALL’ESTERO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI PER IL CINEMA E PER LA TELEVISIONE, CON GLI ARTICOLI A MOLTI GIA’ NOTI DELLA PADANIA E DEL CORRIERE DELLA SERA.
CHE DIRE? ANCHE SULLA DISOCCUPAZIONE ORMAI SI SPECULA SENZA ALCUN RITEGNO.
VE LI RIPROPONGO INSIEME ALLA REPLICA DEL NOSTRO UFFICIO TROUPES.
MASSIMO LUCIANI

Sindacato Lavoratori Comunicazione
Ufficio Sindacale Troupes – Coord. Nazionale
Sede: via Goito, 39 00185 Roma
BARBAROSSA GLADIATORE PADANO NON L’HA INVENTATO LA CGIL.
Proviamo a rispondere a Enrico Marro, giornalista che ci è sembrato poco informato e determinato a difendere particolarmente l’aspetto politico della vicenda, per l’articolo apparso sul “Corriere della Sera” il 18 ottobre nella rubrica “Idee & Opinioni”. Precisiamo quanto segue:
- Abbiamo già provato a rispondere alle delegittimazioni e offese ai professionisti del cinema italiano contenute nelle dichiarazioni rilasciate in un’intervista dal sig. Martinelli al Corriere della Sera il 24 luglio 2008, non abbiamo visto pubblicare la nostra risposta.
- la lavorazione del “Barbarossa” è partita e si è svolta in spregio alle norme contrattuali che prevedono la segnalazione di inizio riprese anche alle organizzazioni sindacali per tutti i prodotti italiani, quasi a voler nascondere le modalità con cui veniva finanziato: chi sarebbe d’accordo all’aiuto con finanziamenti pubblici ad aziende che chiudono fabbriche in Italia e ne aprono in Romania?
-l’adesione di SLC-CGIL alla manifestazione promossa dall’AGI Spettacolo venerdì 16 ottobre davanti al cinema Adriano ha avuto lo scopo di denunciare le condizioni del lavoro in Italia nel settore del Cineaudiovisivo, ulteriormente oppresse dalle delocalizzazioni che vengono effettuate da alcune società di produzione, in particolare utilizzando contributi pubblici. Sulla stessa linea abbiamo promosso altre manifestazioni, anche davanti alla RAI, per la produzione di Fiction (“Scusate il disturbo”) in Argentina, quindi non è corretto dire che “si protesta per la delocalizzazione delle produzioni solo quando ci sono film che non ci piacciono” (citazione testuale).
-l’accostamento Barbarossa /Padano l’abbiamo ripreso dal titolo di un articolo di Fabrizio Rizzi apparso su “Il Messaggero” del 3 ottobre 2009. Abbiamo inteso rappresentare che a questo prodotto, finanziato dalla RAI, non sono stati chiamati a collaborare neanche i professionisti del settore lombardi o veneti o piemontesi, ecc , quindi le gesta di un eroe (per noi nazionale) sono raccolte in un film né italiano, né, tantomeno, padano. Questo è quanto alla manifestazione è stato detto, non ci sembra, pertanto, di aver preso “di mira l’oggetto stesso del film e il segretario del Carroccio, Umberto Bossi” (citazione testuale).
- abbiamo aderito anche perché il tono proposto da AGI Spettacolo era assolutamente privo di elementi di provocazione inutile, tantomeno “politica”: a riprova di questo la scelta del cinema Adriano è stata oculata, con una Festa del Cinema a pochi metri.
-La protesta per la delocalizzazione è una delle tante che stiamo facendo nell’ambito del settore del cineaudiovisivo, oltre a quelle relative ai tanti tagli di fondi che deprimono quella che potrebbe essere una delle più importanti industrie Nazionali. In tal senso vanno gli sforzi di questo sindacato, per il rilancio di un settore che potrebbe non solo mantenere ma anche aumentare l’occupazione (qualificata e professionale). Non abbiamo alcun titolo per decidere a chi vanno i contributi pubblici, spetta ad altri, anche se ci battiamo da sempre perché siano utilizzati criteri trasparenti per l’assegnazione dei fondi. Noi ci occupiamo della tutela dei lavoratori sui set dei film di successo, d’autore, di natale, sulle fiction e le soap perché la professione di questi lavoratori si esprima al meglio a prescindere dal successo di pubblico o dalla qualità del soggetto. E denunciamo anche da tempo lo scandalo dell’erogazione di contributi per prodotti che non trovano distribuzione. Quindi, alla domanda “dove era la CGIL quando centinaia di milioni di euro di contributi pubblici sono andati negli ultimi anni a film che per la maggior parte non sono neppure arrivati in sala?” rispondiamo semplicemente: come sempre, con i lavoratori.

Roma, 20 ottobre 2009
Ufficio Sindacale Troupes
Il Coordinatore Nazionale
Umberto Carretti
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Se Barbarossa Diventa l’ Ultimo Avversario della Cgil.
La Cgil, fin dai tempi di Sergio Cofferati, e poi con Guglielmo Epifani, aveva fatto bene a denunciare la scomparsa del tema del lavoro dal nostro cinema. Forse è anche per questo che poi sono stati prodotti film, da «Mobbing» di Francesca Comencini a «Tutta la vita davanti» di Paolo Virzì, che hanno avuto un buon seguito, per non parlare del successo riscosso in tv dalla fiction su Giuseppe Di Vittorio. La stessa Cgil che si è battuta per questi risultati avrebbe invece fatto meglio a pensarci due volte prima di dare il suo sostegno a una manifestazione dove le ragioni politiche rischiano di far ombra ai problemi dei lavoratori del cinema, che pure ci sono. È successo che l’ altro ieri, davanti alla sala Adriano di
Roma, dove è in programmazione il film «Barbarossa», un presidio di manifestanti all’ ingresso ha protestato contro questa pellicola notoriamente voluta dalla Lega Nord. L’ iniziativa è stata organizzata dall’ Agi, l’ associazione attori generici dello spettacolo, e appoggiata dallo Slc-Cgil che vi ha partecipato con aderenti, bandiere e slogan. Agi e Cgil sostengono che in un momento di grave crisi del cinema italiano, non si dovrebbe agevolare con contributi pubblici (30 milioni dicono loro, 1,6 milioni il regista Renzo Martinelli) un film come questo, girato interamente in Romania, che quindi «porta il lavoro fuori». Ma nella manifestazione si sono ascoltati anche altri argomenti che invece prendono di mira l’ oggetto stesso del film e il segretario del Carroccio, Umberto Bossi, che simbolicamente vi compare. È evidente che se si protesta per la delocalizzazione delle produzioni solo quando ci sono film che non piacciono, la protesta diventa meno credibile (detto per inciso anche «Baarìa» di Giuseppe Tornatore, girato in Tunisia, ha ricevuto 4 milioni dalla Regione Siciliaana). E non ci si può lamentare se poi la Lega, ma non solo, domanda: dove era la Cgil quando centinaia di milioni di euro di contributi pubblici sono andati negli ultimi anni a film che per la maggior parte non sono neppure arrivati in sala (ben 49 su 59 finanziati nel 2008)? La crisi del cinema viene da lontano, non è arrivata al galoppo col
Barbarossa. Enrico Marro RIPRODUZIONE RISERVATA
Marro Enrico
Pagina 14
(18 ottobre 2009) – Corriere della Sera
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21/10/2009
Link su Barbarossa dal Corrire della Sera

BARBAROSSA BOICOTTATO DALLA CGIL
Post n°363 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da FEDERALISTACONVINTO
Tag: ALBERTO DA GIUSSANO, BARBAROSSA, COMPAGNIA DELLA MORTE, LEGA LOMBARDA
BARBAROSSA. IL FILM DI MARTINELLI SUL SIMBOLO DELLA LEGA, ALBERTO DA GIUSSANO, BOICOTTATO DALLA CGIL UN PICCHETTO DELLA CGIL A ROMA AVREBBE BOICOTTATO LA VISIONE DEL FILM “BARBAROSSA” CINEMA ADRIANO.
Nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre sono stato tra coloro che hanno incontrato a Parma il regista Renzo Martinelli, il quale ci ha raccontato aneddoti e curiosità del suo ultimo film “Barbarossa”. Come è noto, questa pellicola narra le gesta di Alberto da Giussano, che è il mito ed il simbolo della Lega Nord. Ma quello che vorrei rendere pubblico, con l’autorizzazione personale del regista stesso, è il fatto increscioso che la dice lunga sulla democrazia vista da una certa parte. Martinelli, mentre con la sua auto di recava alla conferenza, è stato avvisato da un amico su ciò che stava accadendo innanzi al cinema Adriano di Roma, dove appunto proiettavano “Barbarossa”.
Un picchetto della CGIL ostacolava gli spettatori che accedevano alla sala, distribuendo volantini con i quali si gridava allo spreco di denaro pubblico…30 milioni di dollari (come hanno anche scritto sul quotidiano Repubblica). Falsità vigliacche, perchè non corrisponde al vero.
1) “Barbarossa” è un gran bel film, ed un colossal così, di produzione italiana, io non ricordo di averlo mai visto
2) Gli attori protagonisti e coprotagonisti sono a mio parere straordinari
3) Conoscere la storia è un bene per tutti, indipendentemente dalle idee politiche
4) Solo il 13% del costo del film (che non è affatto di 30 milioni di dollari) è stato elargito da fondi pubblici
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21/10/2009 http://blog.libero.it/FEDERALISTACONVI/7849187.html