Friday 18th August 2017,
AGI Spettacolo

All’On. Ministro Francesco Rutelli – 08.06.2006

angelo 05/27/2007 Nessun commento

La scrivente associazione con la presente sottopone alla Sua attenzione per gli interventi del caso, alcuni problemi che affliggono ormai da troppo tempo la nostra categoria, la quale,all’interno della crisi piu’ generale del cinema, soffre di condizioni ancora piu’ drammatiche.
Noi generici siamo il popolo degli anonimi.

Siamo facce senza nome, da dare in prestito per le scene di massa nei film e nella fiction, siamo il finto pubblico plaudente dei talk show, dei telequiz, dei varieta’.

Passiamo la vita in attesa della telefonata del capogruppo, dell’OK dell’aiuto regista e intanto le occasioni di lavoro diminuiscono perche’ il lavoro va all’estero (la RAI con i soldi del canone finanzia produttori che girano film e/o fiction all’estero, cosi creano disoccupazione) perche’ i soggetti non trovano i finanziamenti, perche’ si sfruttano le immagini di massa rubate in strada illecitamente, perche’ invece del generico in divisa viene chiamato direttamente il poliziotto.

E mentre diminuisce il lavoro, viene quotidianamente cancellato un diritto acquisito, viene ridotta la busta paga, e noi ci riduciamo alla merce’ di ogni abuso e di ogni sopruso e accettiamo paghe al limite della sussistenza.

Per noi precari a vita e’ sempre piu’ difficile la soddisfazione di esigenze primarie, con i diritti, le tutele e le paghe demoliti.

Noi veniamo pagati in ritardo, lavoriamo in condizioni igienico sanitarie insufficienti.

Ai lavoratori minori spesso non viene riconosciuto l’accompagno di un tutore, con il risultato che accadono cose incontrollate al limite del penale.

E gli inviti gratuiti alle trasmissioni dove invece potrebbero essere occupati centinaia di figuranti sono una frode non diversa dalle migliaia di partite IVA accese per poter lavorare.

Le istituzioni devono intervenire.

Devono creare un polo del cineaudiovisivo, alternativo o integrativo all’Ufficio di Collocamento dello Spettacolo, dove il personale sia raggiungibile, trasparente, con criteri oggettivi di professionalita’.

Chi intende iscriversi all’Ufficio Speciale di Collocamento dello Spettacolo, dovrebbe farlo a condizione che dichiara sotto la sua responsabilita’ di essere disoccupato. In tal modo si rispetta la legge che vieta il doppio lavoro e la doppia iscrizione all’Ufficio di Collocamento, mettendo fine al lavoro nero e mettendo in grado di denunciare chi lo rappresenta.

C’e’ necessita’ di introdurre parametri e certificazioni rilasciate a livello comunale, provinciale e regionale di idoneita’ per gli addetti alla ricerca del personale.

Le chiedo, nel totale rispetto dei suoi impegni di governo, un incontro affinche’ possa esporLe, con maggior chiarezza di particolari, l’argomento fin qui accennato.

Quanto sopra espresso nel pieno rispetto e nelle difesa del prodotto italiano all’estero, ed infine nel pieno rispetto e nella difesa dei diritti dei lavoratori precari.

Certo della Sua attenzione sull’argomento e in pieno appoggio all’azione di governo, attendo fiducioso una risposta incoraggiante e propositiva per tutti i lavoratori precari dello spettacolo.

Roma, 08 giugno 2006                    Angelo CIAIOLA

 

Egregio On. Rutelli e’ passato ormai tanto tempo, questa lettera e’ stata consegnata a mano presso il suo ministero all’ufficio corrispondenza  ma di sue notizie e/o risposta non abbiamo ricevute. Le ricordo che occupa un posto istituzionale eletto per stare vicino al cittadino. 

                                                       Angelo Ciaiola