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CASTING – TRUFFA

angelo 03/31/2012 Nessun commento
CASTING – TRUFFA

di VLADIMIRO POLCHI
Casting-truffa, esercito in coda per sfondare
Si paga molto ma l’ingaggio non arriva

Un casting di Veline, Canale 5
Ballerini, attori, cantanti, modelle e vallette. ‘Aspiranti’ disposti a tutto per sfondare nel mondo dello spettacolo. Pagano quote di iscrizione altissime perché il loro nome entri nei database delle agenzie. Spendono fino a 3mila euro per book fotografici spesso inutili. Nutrono un sogno e, spesso, trovano una delusione. E i più fortunati fanno le comparse
ROMA – Decine di agenzie di casting che promettono tutto e non garantiscono nulla. Centinaia di scuole di recitazione e portamento, senza alcuno sbocco professionale. Un esercito di aspiranti attori, ballerini, cantanti, showman e vallette pronto a pagare pur di sfondare nel “mondo dello spettacolo”. È la fabbrica delle illusioni: un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro l’anno, tra costosi book fotografici e alte quote d’iscrizione. Basta un numero per capire: sono ben 110mila gli italiani che oggi affidano i propri sogni ai database delle agenzie di casting. Curriculum, fotografie, lunghe e inutili attese accanto al telefono. E l’ingaggio non arriva mai. Come si riconoscono le truffe? Quali sono i trucchi delle agenzie? E chi sono i padroni di questo mercato?
Le “vittime” e i “carnefici”.

Anita Ceccarelli è romana, ha 26 anni e fa la ballerina. Il suo è un caso tipico: “Lo scorso settembre ho letto un annuncio su un periodico. Un’agenzia cercava ballerini per alcune produzioni televisive. Ho chiamato e ho preso appuntamento per un provino. Ho fatto un pezzo di ballo modern jazz. Tutto è andato bene, finché non si è arrivati a parlare di soldi: mi hanno chiesto mille euro per le foto. Ho risposto che avevo già un book fotografico professionale e dunque non avevo bisogno di altro. L’agenzia ha insistito: solo con le loro foto avrebbero potuto garantire di farmi lavorare. Erano molto persuasivi, ma la loro insistenza mi ha insospettita e alla fine non ho accettato. Uscita di lì ho telefonato all’Unione nazionale consumatori e ho capito che ero stata a un passo dal farmi fregare. Oggi studio comunicazione all’università Cattolica di Milano”. Ma per una come Anita che non ci casca, tanti sono quelli pronti a pagare pur di iscriversi a un database o farsi fare un inutile book.

“Fino a due anni fa, sono stato casting director per una grande agenzia romana, che lavora ancora oggi”. A parlare è F. D.: ha deciso di raccontare come funziona la macchina delle illusioni. “Quando qualche produzione televisiva o cinematografica ci mandava una cast list, il mio compito era quello di girare loro le facce migliori del nostro database. Ma questo accadeva assai di rado: era, diciamo così, la nostra copertura legale. Per capirci, durante tutto il tempo che ho lavorato in agenzia avrò piazzato al massimo 5-6 persone, tra cui tre comparse per Un medico in famiglia e un solo ruolo di un certo peso per un film. Ben poca cosa, se pensiamo che avevamo oltre 12mila profili nel database. Il nostro business era un altro: fare numero, prendere tutti quelli che si presentavano, senza nessuna selezione e fare cassa con i soldi delle iscrizioni”.

Il meccanismo è semplice: l’agenzia di F. D. pubblica su internet e giornali locali degli annunci generici di ricerca di attori o ballerini. Le persone chiamano e prendono appuntamento in agenzia. “Venivano oltre venti candidati al giorno, anche da lontano, soprattutto dal Sud Italia: ricordo per esempio una coppia arrivata a Roma dalla Puglia. Noi promettevamo di iscriverli nel nostro database, con qualche dato del loro profilo e una fotografia. Nulla di più. In cambio dovevano sborsare 78 euro a testa per due anni, ma ora la quota è arrivata a 98 euro.

In gran parte in nero. Prendevamo tutti. Una volta si è presentata una famiglia intera per iscrivere il figlio minorenne. Noi li abbiamo convinti a iscriversi tutti e quattro, dicendogli che avevano buone possibilità nel mondo dello spettacolo. Quasi tutta quella gente era improponibile. Ma che ce ne fregava? A noi interessavano solo i soldi dell’iscrizione, poi i loro profili potevano pure andare perduti”.

Per F. D. non si trattava di una truffa in senso tecnico, “in fondo noi promettevamo solo di inserirli nei database, nei contratti non si parlava mai di lavoro. Dunque, in qualche modo, mantenevamo le promesse. E poi in giro c’è ben di peggio: ci sono agenzie che si fanno pagare tremila o quattromila euro per book fotografici che non servono a nulla”. Ma qual è il giro d’affari dei falsi casting? E quanti italiani finiscono vittime dei loro trucchi?
Un esercito di 110mila raggirati.

29 marzo 2012

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La fabbrica delle illusioni
“Cercasi volto per il cinema”
l’esercito dei 110mila raggirati
Casting-truffa, esercito in coda per sfondare
Si paga molto ma l’ingaggio non arriva
Quando il book costa caro
l’inganno è in agguato

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