Monday 29th May 2017,
AGI Spettacolo

FESTIVAL DELLA FICTION

angelo 07/08/2010 Nessun commento

In occasione del Festival della Fiction si è concordato un volantino a firma
congiunta, in allegato.
E’ stato concesso il permesso di effettuare il volantinaggio nelle giornate di
VENERDI 9 e sabato 10 dalle ore 16 alle ore 20 presso la sede del cinema
Adriano in piazza Cavour di Roma,
a tale scopo si sollecita la massima partecipazione.
Le disponibilità collaborative verranno accolte da questo ufficio, tel 06491004.
Uff. Sindacale Troupe

Sindacato Lavoratori Comunicazione

D E L O C A L I Z Z A Z I O N E

In tutti i paesi del mondo occidentale l’industria dell’audiovisivo è considerata una formidabile risorsa strategica: crea economia e produce cultura, con questo assolvendo anche all’obbligo di definire l’identità del Paese. Si creano grandi quantità di occasioni di lavoro altamente qualificato e professionale e si esporta la capacità di elaborare i valori della comunità.

E’, inoltre, un’industria con particolari caratteristiche di ecocompatibilità, riproducibilità, esportabilità e, quando a regime, di autofinanziamento. La sua esportazione all’estero parla dell’Italia non meno dei prodotti enogastronomici e dell’alta moda.

Non è possibile ottenere il meglio delle capacità realizzative se non si creano le condizioni di messa a sistema per favorirle. Il Cinema italiano è stato grande, la nostra produzione di fiction ha raggiunto alti livelli qualitativi, ci sono le condizioni per il salto qualitativo necessario per tornare a rappresentare l’eccellenza mondiale.

E’ una scommessa che si può vincere, e le organizzazioni sindacali dei lavoratori e datoriali del settore operano da tempo per questo obiettivo: formazione, qualificazione dell’apprendistato, certificazione professionale, flessibilità contrattuale. In sostanza recupero del carattere industriale del settore del cineaudiovisivo, mantenendo vive le connotazioni artigianali e di “mestiere” ma con la consapevolezza delle evoluzioni tecnologiche e di linguaggio.

Un impegno che ha tenuto conto di tutte le occasioni proposte dalla Comunità Europea, che, peraltro, invita gli Stati membri a programmare politiche economiche destinate allo sviluppo del settore audiovisivo.

Invece assistiamo ad una costante e progressiva deriva dell’attenzione nazionale al settore. Da tempo denunciamo il problema della delocalizzazione.

Due anni fa scrivevamo alla RAI, in relazione alla segnalazione che ci perveniva relativa all’inizio riprese di due fiction in Argentina:

“A questo ufficio appare evidente la contraddizione relativa alla realizzazione di progetti che sono completamente finanziati dall’ Ente Pubblico, quindi con investimento e relativo rischio d’impresa nulli e che servono solo a trasferire risorse per garantire occupazione argentina. Ci sembra peraltro evidente che la scelta è dettata dalla sola convenienza economica per la conseguente riduzione di costi e esprimiamo forte preoccupazione per la creazione di un precedente che interviene come elemento di dumping nei confronti delle aziende che continuano ad investire in Italia o comunque sugli addetti del settore italiani Siamo altresì certi che tale precedente creerebbe un ricorso sempre più pronunciato a queste forme di riduzione di costi.”

Siamo stati facili profeti in relazione ad un fenomeno che ha ormai assunto dimensioni da sfacelo.

La seguente analisi evidenzia l’incremento delle tempistiche realizzative di riprese cine-televisive in territorio estero dal 2008 a giugno 2010.

Senza voler minimamente censurare e condizionare l’autonoma scelta autorale e imprenditoriale nell’ipotizzare e realizzare, in parte o in toto, le riprese del prodotto in territorio estero, è doveroso esporre le conseguenze che tali scelte generano al settore professionale dei lavoratori del set (Troupe, Attori, Figurazioni), al comparto industriale dei fornitori cine-televisivi, e il conseguente danno derivante dai mancati introiti per le casse previdenziali e fiscali dello stato.

Nella storia della narrazione filmica le ambientazioni estere si sono sempre riscontrate, mantenendo però le connotazioni del prodotto italiano, con tecnici e maestranze italiane. Oggi il problema si fa più presente, esteso alla produzione per la televisione e per il prodotto pubblicitario, e si traduce sostanzialmente nella delocalizzazione del prodotto: filmati ambientati in Italia realizzati in territorio straniero, con conseguente perdita occupazionale per il nostro settore, data la contrazione del numero di professionisti italiani impegnati e per l’ingaggio di lavoratori locali.

Queste sono “solo” le stime della perdita economica dal 2008 a giugno 2010

€ 83.547.934: tra mancato reddito dei lavoratori italiani, mancati proventi delle società di nolo e per lo Stato, sono quelli persi “grazie” all’incremento delle giornate lavorative effettuate fuori dall’Italia con lavoratori assunti in loco per le riprese di film e fiction televisive realizzate in territorio estero dal 2008 a giugno 2010. Stima, anzi “sottostima”, che parla di realtà che ha superato le aspettative peggiori, con i primi sei mesi del 2010 che già superano l’intero 2009.

In dettaglio, da gennaio a giugno di quest’anno risultano 20 produzioni per 223 settimane di riprese, di cui solo 60 effettuate in Italia a fronte di 163 all’estero: i 630 lavoratori stranieri impiegati fanno ammontare a 37.260 le giornate perse solo per colleghi italiani di troupe,(non avendo le quantificazioni sottratte agli Attori e alle Figurazioni) con un totale di economia sottratta a oggi di € 36.829.424, ripartiti tra mancato reddito per i lavoratori di troupe pari a € 7.452.000, mancati proventi per i noli stimati in € 18.694.500 e € 10.682.924 di perdite di oneri e tasse per lo Stato, (tra Irpef, Enpals e Iva). E’ questo il pesantissimo impatto della delocalizzazione sull’occupazione del settore dello spettacolo, sul sistema produttivo cine-televisivo, sull’indotto e sull’erario.

Le quantificazioni economiche risultanti, da questa analisi, dovrebbero sollecitare l’attivazione per una profonda riflessione sull’odierno utilizzo delle risorse, RAI, MEDIASET e Ministeriali, concretamente utilizzate per il sostegno di cinematografie estere a danno di quella Italiana.

Roma luglio 2010

SLC-CGIL Ufficio Sindacale Troupe

SAI – CGIL Sindacato Attori Italiani

FIDAC Federazione Italiana delle Associazioni Cineaudiovisive

AGI Associazione Generici Italiani

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