Tuesday 22nd August 2017,
AGI Spettacolo

Lavorazioni all’estero

La realizzazione di film e fiction in altri paesi, senza troupe italiana, danneggia i lavoratori del settore.
la delocalizzazione all’estero di film e fiction finanziati con soldi pubblici
DANNEGGIA TUTTI
Proviamo a fermarli

Campagna di sensibilizzazione contro la delocalizzazione dei prodotti filmici italiani

Per tutelare gl’interessi del lavoratori dell’audiovisivo, certo, ma non solo.
Un Film che si muove può essere paragonato ad un grande carrozzone che coinvolge una media di circa 40-60 lavoratori di “set”, nonché un numero rilevante di figurazioni. Un carrozzone che ha necessità di strumentazioni tecniche particolari, di strutture (teatri di posa) o di luoghi nei quali girare; di alberghi; ristorazione; trasporti; mezzi tecnici da affittare sul posto; e la lista potrebbe proseguire a lungo.
Un film girato all’estero porta tutta questa ricchezza al di fuori dell’Italia.
Ma pazienza, così va il mondo.

Nel caso del nostro Paese, però, non c’è solo questo tipo di danno: c’è anche la beffa.
Molto spesso, infatti, questa ricchezza che va all’estero non è totalmente dei privati, ma è la nostra, quella che paghiamo con le nostre tasse.
E’ il caso, ad esempio, di molti dei Film e delle Fiction finanziati dalla RAI.
I nostri soldi usati per raccontare storie italiane, girate prevalentemente all’estero e con ambientazioni molto spesso fuori luogo.
Così che i contribuenti pagano non una, ma due, tre volte.
Pagano per produrre il prodotto; pagano per non aver ricevuto alcun beneficio in termini di “economia generata”; pagheranno anche per i mancati contributi di lavoratori che dovranno fare un maggior ricorso agli istituti di previdenza.

Nel 2009 sono state realizzate circa 100 settimane di lavorazioni estere, con la presenza media di solo10 colleghi italiani, che hanno generato:
1) La perdita di circa 18/30.000 giornate lavorative (disoccupazione) di professionisti italiani
2) Il danno all’industria cineaudiovisiva italiana per il mancato utilizzo per 100 settimane di strutture (teatri, ecc ecc) ; nonché il sottoutilizzo di strumentazioni e mezzi tecnici con grave danno per tutta la struttura dei fornitori italiani
3) Il mancato introito al Sistema Sanitario Nazionale di circa 18/30.000 contribuzioni

Ai prodotti RAI facilmente identificabili, si debbono poi aggiungere alcuni riconosciuti Film d’interesse “culturale e nazionale”, in grado per questo di ricevere forme di sovvenzione pubblica, come, ad esempio, anche l’ultimo cinepanettone.
Anche per questi prodotti filmici, il più delle volte la scelta del girare all’estero non è motivata da esigenze di sceneggiatura, ma soltanto da esigenze, come dire, di tasca dei produttori.

E’ possibile fermare tutto questo?
Noi riteniamo di sì.

Come contribuenti, possiamo e dobbiamo inviare un segnale chiaro contro questa vergogna tutta italiana.
Come consumatori, possiamo e dobbiamo intervenire sull’aspetto economico del problema, cercando di mandare a picco auditel e incassi al botteghino di questi prodotti, invitando tutti gli altri consumatori-contribuenti a fare lo stesso.

Per questo motivo, da queste pagine verranno continuamente segnalati tutti i prodotti delocalizzati che, a vario titolo, possono avere accesso a forme di finanziamento pubblico.