Saturday 25th January 2020,
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OGGETTO: differenze retributive – SENTENZA del 14/01/2014

angelo 03/14/2014 Commenti disabilitati
OGGETTO: differenze retributive – SENTENZA del 14/01/2014

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale di Roma

SEZIONE LAVORO

Il Tribunale, nella persona del giudice designato Dott. Francesca Romana Pucci

Alla udienza del 14/01/2014 ha pronunciato la seguente

SENTENZA ex art. 429 comma 1 c.p.c.

nella causa iscritta al N. 22648/2012 R.G. promossa da :

 

OGGETTO. differenze retributive

Esposizione

I ricorrenti di cui in epigrafi,premesso di aver lavorator con la qualifica di assistente scenografo e,….., alle dipendenze della società convenuta in forza di un contratto di lavoro a tempo determinato per la realizzazione della mini serie …………; precisato di aver svolto attività di preparazione del set,in esterna, per lo specifico numero di giornate indicate in ciascun ricorso,senza tuttavia mai ricevere il cestino per la consumazione del pasto di cui all’art. 14 ccnl addetti alle troupe,a differenza degli altri colleghi della troupe, hanno chiesto la condanna della convenuta al pagamento della somma indicata in ricorso pari al valore forfettario del cestino pasto, indicato in euro 8,50 per il numero delle giornate svolte in esterna da ciascun ricorrente.

 

Nel corso del libero interrogatorio tutti i ricorrenti hanno confermato che la società provvedeva ad inviare il cestinoper la consumazione del pasto per l’intera troupe in esterna,ma poichè i sigoli ricorrenti erano spesso lontano dal set ove si svolgevano le riprese,dovendo prepare ed allestire i set per le  riprese successive,gli stessi erano impossibilitato a consumare il cestino fornito dalla società; sicchè reclamavano il relativo controvalore.

Cosi ammesso dai singoli ricorrenti che la società provvedeva ad inviare il cestino de pasto per l’intera troupe, ivi compresi i ricorrenti, deve escludersi ogni inadempimento del datore di lavoro all’obbligazione di cui all’art.14 del ccnl 7/12/1999, che prevede espressamente “l’obbligo della produzione di distribuire il pasto(cestino) ai lavoratori in esterna”.

Come rilevato dalla resistente la norma collettiva non prevede,in alternativa alla distribuzione del pasto in natura,la corresponsione del relativo controvalore.

Dal resto i ricorrenti non deducano l’esistenza di accordi  e/o prassi aziendali in tal senso,nè forniscono elementi per la qualificazione del controvalore preteso.

La domanda va pertanto disattesa.