Friday 20th October 2017,
AGI Spettacolo

RASSEGNA STAMPA “AL BANCARIO LA PARTE,ALLA MOGLIE I CONTRIBUTI E AL CAPORALE LA TANGENTE “

angelo 11/28/2009 Nessun commento

Corriere della Sera > Archivio > Al bancario la parte, alla moglie i contributi e al caporale la tangente

CINEMA . Generici in rivolta a Cinecitta’ : denunciano il lavoro nero e il monopolio dei reclutatori
Al bancario la parte, alla moglie i contributi e al caporale la tangente

————————- PUBBLICATO —————————— CINEMA . Generici in rivolta a Cinecitta’ : denunciano il lavoro nero e il monopolio dei reclutatori TITOLO: Al bancario la parte, alla moglie i contributi e al caporale la tangente – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – di ROBERTO DELLA ROVERE Lei, la moglie, e’ iscritta al collocamento: ma sul set, complice l’ amico “caporale”, ci va lui, il marito impiegato di banca, “regolarmente” in malattia. Il risultato e’ che alla signora vanno i contributi per la pensione, al coniuge una giornata di paga, magari decurtata, al “caporale” una buona fetta di quest’ ultima. E la piaga del caporalato, che non colpisce soltanto il mondo dei raccoglitori di pomodori ma che prolifera anche tra le luci e i lustrini dello spettacolo. Per essere assunti vale solo l’ amicizia con il “caporale” e a lui finisce parte della paga spesso in buona parte in nero. Nei giorni scorsi al centro della polemica e’ stata la “FilmAudit” produttrice del film “Daylight” con Silvester Stallone; ma denunce all’ ispettorato del Lavoro hanno colpito, tra le tante, anche la Cecchi Gori per “Vite strozzate”, la “Esse cinematografica” per “I ragazzi del muretto”, perfino la “Solaris” dell’ impeccabile Maresciallo Rocca. La denuncia viene dall’ Associazione generici italiani (Agi) sorta tre anni fa per tutelare i diritti della categoria. “Solo a Roma . e’ stato detto . il numero dei generici si attesta intorno alle cinquemila persone, con una paga giornaliera (per oltre 10 ore) di circa 100 mila lire: soldi che . e’ stato sottolineato in una conferenza stampa . vanno ad arricchire le tasche di chi, attraverso i “caporali”, ha lavorato senza passare attraverso le liste di collocamento o addirittura sotto falso nome”. Una piaga per i lavoratori ma anche per le case produttrici, costrette al “nero” e quindi a non poter “scaricare” parte delle spese dalle tasse. Di qui un appello “a chi ha potere” nel mondo del cinema, “ai grandi registi e ai grandi attori” affinche’ intervengano per stroncare i fenomeni diffusi del caporalato e del lavoro dal capogruppo dei Verdi in Campidoglio Athos De Luca. “Vogliamo la trasparenza nel settore . ha concluso l’ esponente verde . basta con la carne da macello che si fa con persone che, oltre a lavorare nelle peggiori condizioni, non possono neppure avere una sicurezza per il loro futuro. Ci sono a Roma sette o otto individui che hanno gia’ avuto pendenze con la magistratura che muovono le fila di questo mondo, disponendo di proprie liste per reclutare gente. La logica del ricatto non puo’ piu’ essere tollerata”. Dopo aver affermato che sono state fatte denunce anche alla Finanza, De Luca ha aggiunto che, accanto ai “generici” che dai “caporali” vengono chiamati ripetutamente a lavorare, ci sono migliaia di persone regolarmente iscritte alle liste di collocamento “con i capelli bianchi che vorrebbero non solo lavorare ma essere anche trattati con rispetto sul lavoro. Il cinema, senza i generici . ha aggiunto De Luca . non si fa”. Esempi di abusi sono stati fatti da alcuni iscritti all’ Agi. Il presidente Angelo Ciaiola, “comparsa” ha sporto denuncia proprio in seguito al lavoro svolto in quel film in relazione a somme versategli “in nero”. Certe “rimostranze” sono costate anche un’ aggressione fisica alla vice presidente dell’ Agi.

Della Rovere Roberto

Pagina 41
(12 marzo 1996) – Corriere della Sera