Tuesday 27th June 2017,
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RASSEGNA STAMPA ” E GIU’ PUGNI.A FARNE LE SPESE IL PRESIDENTE DELL’AGI “

angelo 11/28/2009 Nessun commento

Corriere della Sera > Archivio > Farmacie, serrata revocata Ma il decreto non cambierà

ROMA – La serrata a oltranza delle farmacie è durata meno di un giorno. Lo sciopero è già finito. I titolari delle licenze ieri sera si sono arresi. Ma lo hanno fatto solo dopo una mattinata ad alta tensione. Dopo l’ aggressione a un sindacalista della Cgil. E dopo le minacce di precettazione arrivate dal governo, con la categoria sempre più spaccata. Messi alle corde, i camici bianchi hanno accettato il decreto Bersani. E per salvare la faccia si sono aggrappati alla ciambella lanciata da Livia Turco. «Se fermate la protesta, possiamo aprire un tavolo di confronto», aveva promesso il ministro della Salute. Nel primo pomeriggio, dopo alcuni contatti informali, la Turco ha convocato Federfarma. Meno di un’ ora di discussione. E poco dopo le otto di sera si è levata la fumata bianca. La serrata è stata revocata. Ora sarà aperto un tavolo tecnico per «rilanciare il ruolo centrale della categoria nella sanità pubblica». Ma senza retromarce del governo. Il decreto non si tocca. I farmacisti hanno dunque rinunciato alla guerra contro i medicinali da banco nei supermercati, «perché abbiamo avuto la rassicurazione che i nuovi punti vendita non saranno trasformati in farmacie». E adesso puntano a «misure compensative». Sarà riconosciuto il ruolo di presidio sanitario, per esempio per la prenotazione online di visite specialistiche. E potrebbe anche essere istituzionalizzata l’ erogazione di forme di assistenza comune, come la misurazione della pressione. Inoltre, sarà discussa la nuova convenzione con il Sistema sanitario nazionale. Dopo i tassisti, che forse hanno ottenuto qualcosa in più, anche i camici bianchi hanno siglato la pace. La giornata di ieri è stata comunque calda. E non solo per il sole che ha picchiato sulla testa dei manifestanti. Le strade del centro della capitale sono state attraversate da farmacisti, avvocati, geometri, ingegneri, architetti e periti industriali. Qualche centinaio di persone, al massimo un migliaio. Tutti insieme per protestare ancora una volta contro le liberalizzazioni, mentre sotto Palazzo Chigi un presidio di dipendenti di farmacie esprimeva solidarietà al governo: «Avanti con il decreto Bersani, basta con i privilegi». Poco dopo mezzogiorno il corteo, a due passi da piazza Venezia, ha incrociato un gruppo di una ventina di lavoratori dello spettacolo, in attesa di un incontro con gli amministratori locali. «Maledetti comunisti, volete rovinarci». Alcune persone in camice bianco – probabilmente farmacisti – hanno strappato le bandiere rosse agli esponenti della Cgil. E giù pugni. A farne le spese Angelo Ciaiola, presidente dell’ Associazione generici italiani-Cgil, colpito ripetutamente. Secondo alcuni testimoni, gli aggressori sarebbero stati spalleggiati da estremisti di destra. La polizia, a fatica, ha riportato la calma. Mezz’ ora dopo, con i manifestanti radunati in piazza dei Santi Apostoli sotto casa di Romano Prodi, è arrivata la doccia fredda. «Oggi stesso il governo valuterà le decisioni per tutelare il diritto alla salute», ha minacciato Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza, uscendo dal Consiglio dei ministri. Una specie di preavviso di precettazione, mentre i consumatori annunciavano le prime richieste di risarcimento (da 500 mila euro) ai farmacisti in sciopero. Insomma, per i camici bianchi rischiava di diventare un venerdì nero. Poi in serata la svolta. «Sono contenta per il senso di responsabilità dimostrato», ha commentato il ministro. «Ci scusiamo per i disagi arrecati. Non discuteremo il decreto, ma l’ applicazione», ha aggiunto Giorgio Siri, presidente di Federfarma. E, chissà, forse fra qualche mese l’ aspirina costerà davvero un po’ meno. IL MINISTRO «Sono contenta per il senso di responsabilità» ha detto Livia Turco

Foschi Paolo

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(29 luglio 2006) – Corriere della Sera