Saturday 07th December 2019,
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TESTO UNICO sulla SICUREZZA del LAVORO

angelo 09/12/2014 Commenti disabilitati
TESTO UNICO sulla SICUREZZA del LAVORO

TESTO UNICO SULLA SICUREZZA del lavoro81/2008 ( ex 626)

 

TESSERINO DI RICONOSCIMENTO

Dal 1° settembre 2007, nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, i lavoratori occupati dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice devono essere muniti di un apposito tesserino di riconoscimento, con l’obbligo di esporlo. La disposizione, introdotta dall’art.6 della legge 123/2007 tra le misure di tutela della sicurezza dei lavoratori e di contrasto al lavoro nero, riguarda aziende di qualsiasi settore, non solo quindi di quello edilizio come prevedeva invece il Decreto Bersani (Legge n. 248 del 4 agosto 2006).

L’obbligo della tessera di riconoscimento grava anche sui lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.
I datori di lavoro con meno di 10 dipendenti, possono assolvere all’obbligo di munire i lavoratori del tesserino, mediante annotazione, su apposito registro vidimato dalla direzione provinciale del lavoro territorialmente competente, da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori.
Per il computo delle unità lavorative si deve tenere conto di tutti i lavoratori impiegati a prescindere dalla tipologia dei rapporti di lavoro instaurati, ivi compresi quelli autonomi. La Legge 123/2007 non ha stabilito alcun modello di tesserino, ma ha disposto solo che esso debba contenere la fotografia, le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. Sanzioni severe sono previste per datori di lavoro e lavoratori che non rispettano questi obblighi.

Per il datore di lavoro che non munisce i lavoratori di tesserino (o, nel caso di meno di 10 dipendenti, che non tiene l’apposito registro) è prevista una sanzione amministrativa da euro 100 ad euro 500 per ciascun lavoratore. Il lavoratore munito della tessera di riconoscimento che non provvede ad esporla, è punito con la sanzione amministrativa da euro 50 a euro 300. Si ricorda che il tesserino di riconoscimento non è in alcun modo sostitutivo di altri documenti che obbligatoriamente debbono essere presenti sul posto di lavoro (libro matricola, libro paga, ecc).

RAPPRESENTANTE PER LA SICUREZZA

La legge 123/2007 ha modificato tra gli altri gli articoli 18 e 19 del DLgs 626 del 19 settembre 1994, fonti principali di designazione del rappresentante per La sicurezza. Il rappresentante per la sicurezza è un soggetto capace di rapportarsi direttamente con l’azienda al fine di controllare periodicamente le misure di sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro.
Per l’espletamento delle sue funzioni il rappresentante per la sicurezza accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni, è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell’azienda o dell’unità produttiva.
Viene inoltre consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all’attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, alla evacuazione dei lavoratori, e in merito all’organizzazione della formazione per i lavoratori incaricati delle attività di prevenzione e lotta agli incendi e di soccorso od evacuazione in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e di gestione dell’emergenza.
Il rappresentante per la sicurezza riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l’organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali.
Il rappresentante per la sicurezza riceve una formazione adeguata, comunque ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia di sicurezza e salute e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. Inoltre, svolge i seguenti compiti:

- promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

- formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità’ competenti;

- partecipa alla riunione periodica indetta per discutere i problemi attinenti la prevenzione e la protezione dai rischi;

- fa proposte in merito all’attività di prevenzione;

- avverte il responsabile dell’azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

- può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non sono idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro;

- può chiedere copia del fascicolo di rischio e del registro degli infortuni sul lavoro al datore di lavoro che è tenuto a consegnarli;

- se individuato territorialmente o per comparto esercita le proprie funzioni con riferimento a tutte le unità produttive del territorio o del comparto di competenza.

Per la delicatezza dei suoi compiti, il rappresentante per la sicurezza, svolge un ruolo attivo e propositivo all’interno delle dinamiche aziendali, collocandosi accanto alle altre figure chiave come intermediario non solo tra azienda e lavoratori ma anche con l’autorità ed il medico competente.
Per espletare i suoi compiti, il rappresentante per la sicurezza deve ricevere dal datore di lavoro una formazione attraverso un programma di apprendimento di almeno 32 ore (oltre quelle destinate all’espletamento delle sue funzioni) sulla normativa, sui rischi del settore, sulle misure di sicurezza e di prevenzione, sulla valutazione dei rischi e sulle metodiche di comunicazione.
Per quanto riguarda le modalità di designazione del rappresentante per la sicurezza, la normativa prevede che per le unità produttive costituite da meno di 15 dipendenti sia sufficiente l’elezione diretta dei lavoratori impiegati o l’individuazione di un unico soggetto tra le piccole aziende presenti nello stesso territorio o comparto produttivo.
Invece, per le unità produttive costituite da più di 15 dipendenti l’elezione avviene tramite le Rappresentanze Sindacali Aziendali (Rsa), eccezion fatta per il caso in cui manchino ove sopperirà la volontà diretta dei lavoratori impiegati, con diritto ad un monte ore annuo retribuito aggiuntivo rispetto a quello già goduto come rappresentante sindacale.
I limiti numeri , già previsti dal Dlgs 626/1994 sono quelli di almeno un rappresentante ogni 200 dipendenti, tre entro i 1000 dipendenti e sei