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zampino di Mediaset nelle fictio RAI la vigilanza avvia una inchiesta

angelo 10/12/2010 Nessun commento

Zampino di Mediaset nelle fiction Rai la Vigilanza avvia una inchiesta

Repubblica — 08 ottobre 2010 pagina 10 sezione: POLITICA INTERNA
ROMA – Un tesoro da 190 milioni di euro. Poche aziende a contenderselo. Una commissione parlamentare che vuol vederci chiaro e due filoni “d’ inchiesta”. Sono questi gli ingredienti che guideranno le prossime audizioni della Vigilanza Rai: il dg Mauro Masi, Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Fiction e i direttori di rete, Mazza, Liofredi e Ruffini. L’ obiettivo è quello di mettere in luce i criteri con i quali la Rai concede alle società esterne appalti per serie tv e programmi di intrattenimento. Criteri poco chiari ma che finora, nella prima istruttoria condotta dal deputato Udc Enzo Carra, segnalano come con la Rai lavorino da una parte aziende partecipate da Mediaset e dall’ altra controllate da fiduciarie estere. Sono questi i primi risultati illustrati all’ ufficio di presidenza della Vigilanza che ha dato il via libera alle audizioni da avviare nelle prossime settimane. «È un’ operazione che va incontro alla necessità di trasparenza – spiega Carra – e risponde in pieno al ruolo di controllo proprio della Vigilanza». Un’ indagine che potrà chiarire dove finiscono i circa 190 milioni di euro che la Rai nel 2010 ha messo a disposizione per film e serial e che mira a coinvolgere anche la Corte dei Conti che, novità assoluta delle scorse settimane, avrà un magistrato che seguirà le sedute del Cda della tv pubblica. L’ obiettivo della Vigilanza è mettere in trasparenza ciò che finora è opaco. Lo ha evidenziato lo stesso Carra nella sua breve istruttoria. Che ha preso in considerazione due filoni e citato tre esempi: quello di Ares Film, quello di Lux Vide e quello di Albatross entertainment. La prima è una s.r.l., partecipata al 30% da Rti, una s.p.a. del gruppo Mediaset. Finora ha lavorato solo con l’ azienda fondata da Silvio Berlusconi ma in questi mesi ha firmato dei contratti di attivazione con la tv pubblica. Un’ operazione necessaria per accreditarsi come “produttore indipendente” e conquistare più quote di mercato. Lo zampino della concorrenza c’ è anche dentro la Lux Vide, vero e proprio colosso del mercato che nel 2010 ha firmato in Rai contratti per 21 milioni 580mila euro (tra gli altri la fiction “Micol e le sue sorelle” e “A un passo dal cielo”). La Lux è guidata da Matilde Bernabei, figlia di Ettore, presidente Rai dal 1961 al 1974. Ma tra i soci, col 18,53% figura anche il tunisino Tarak Ben Ammar, amico e socio in affari di Berlusconi. Diverso, invece, il caso della Albatross entertainment (e questo è il secondo filone), la cui quota di maggioranza è della Reynolds Advisors Limited, fiduciaria con sede in Gran Bretagna. E non è l’ unico caso. Anche l’ Ellemme group di Massimo Ferraro (ottimi agganci in Rai) è controllata da due società inglesi, la Elmhold Limited e Artgold Limited. Un assetto poco trasparente sul quale già il Cda Rai pretende chiarimenti prima di dare il via libera alla fiction “Mia madre”. Ora, tocca alla Vigilanza Rai fare domande ai vertici di Viale Mazzini. PER SAPERNE DI PIÙ www.rai.it www.mediaset.it – MAURO FAVALE