Thursday 24th June 2021,
AGI Spettacolo

REGALIAMO UN GETTONE TELEFONICO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ON. MATTEO RENZI

angelo 10/07/2014 Commenti disabilitati
REGALIAMO UN GETTONE TELEFONICO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ON. MATTEO RENZI

 

On. le  Dott. Matteo Renzi

Palazzo Chigi – Piazza Colonna, 370 – 00187 ROMA

e-mail: centromessaggi@governo.it

Spett.le  RAI

Dott. Luigi Gubitosi

V.le Mazzini ,14 -00195 Roma

e-email: dg@rai.it

Spett.le Mediaset

Dott.. Pier Silvio Berlusconi

V.le Europa 46,6 piano – 20093 Cologno Monzese Milano

e-email: segreteriapsb@mediaset.it

Spett.le  LA7

Dott.Urbano Cairo -  presidente

Ad  Dott.Marco Ghigliani

Via della Pineta Sacchetti, 229 – 00168 Roma

e-mail: info@la7.it

Spett.le  SKY

Dott. James Murdoch –presidente

Ad Dott. Andrea Zappia

Via Salaria, 1021 – 00138 Roma

e.p.c. ANICA

Dott. Riccardo Tozzi – presidente

e-mail: anica@anica.it

e.p.c. APT

Dott. Marco Follini – presidente

email: apt@apt.it

Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri
On.Dott. Matteo Renzi

la scrivente Associazione Generici Italiani dello Spettacolo crede
fermamente nei valori della Giustizia, della Libertà e dei Diritti
Umani, della Costituzione della Repubblica che Le attribuisce.

A Lei perciò si rivolge, per rappresentarLe l’ingiustizia perpetrata
sistematicamente ai danni dei lavoratori precari della produzione
cinematografica e televisiva, dei generici in particolare, ma che
danneggia i cittadini in generale.

Noi generici siamo il popolo degli anonimi che abita le pellicole,
siamo facce senza nome, da dare in prestito per le scene di massa nei
film e nelle fiction,siamo il finto pubblico plaudente dei talk show,
dei telequiz, dei varietà. Passiamo la vita in attesa della telefonata
del reclutatore di turno, mentre le occasioni di occupazione
diminuiscono non solo a causa della crisi, ma perché le produzioni
vengono sempre più spesso delocalizzate all’estero.

Lo Stato con il Fondo Unico dello Spettacolo e la Rai con i proventi
del canone finanziano bilanci preventivi elaborati con listini
italiani a produttori che poi girano film e/o fiction all’estero,
creando disoccupazione e causando mancate entrate erariali e
previdenziali in Italia.

Come è possibile che il consuntivo non sia mai inferiore al preventivo
se si va a produrre in aree di sottocosto? Se non è inferiore perché
si va a produrre all’estero magari per ricostruire locations italiane
? Chi può garantire che venga effettuato un rigoroso controllo sul
denaro pubblico?

Il danno che ne consegue è subito dai lavoratori della produzione
cineaudiovisiva, tutti a tempo determinato, e in particolare da noi
generici giornalieri, ma anche dal cittadino in quanto contribuente.

La minaccia della delocalizzazione viene usata come un ricatto verso
di noi, ragion per cui  mentre il lavoro diminuisce, ne  viene
quotidianamente cancellato ogni diritto sancito dalle leggi e dai
contratti, viene ridotta la paga di fatto, e noi ci riduciamo alla
mercè di ogni abuso e di ogni sopruso costretti ad accettare paghe al
limite della sussistenza.

Per noi lavoratori della produzione cineaudiovisiva, precari a vita,
la soddisfazione delle esigenze primarie è quindi sempre più
difficile.

Noi veniamo sottopagati con ritardi di mesi e costretti a lavorare in
condizioni igienico sanitarie insalubri.

> E’ diventato prassi normale che il coordinatore, cioè la figura di riferimento contrattuale per il coordinamento delle figurazioni,
indica al generico un fotografo di riferimento, o anche un service.
Questi, mascherando la propria attività come se si riducesse alla
preparazione del book personale,

> costringono il lavoratore ad una iscrizione per il mantenimento o il rinnovo dell’archivio fotografico pagando somme di denaro e, di fatto, effettuando un’intermediazione di mano d’opera. Quindi effettuano un servizio a pagamento vietato dalla legge – A regolare questa materia in

Italia è la legge Biagi del 2003, che recita esplicitamente
all’articolo 11 e articolo 18: “ E’ fatto divieto ai soggetti
autorizzati o accreditati di esigere o comunque di percepire
direttamente o indirettamente,compensi dal lavoratore.

I servizi Ispettivi hanno tempi di intervento talmente lunghi da
considerarsi di fatto assenti in relazione agli esposti che abbiamo
più volte presentato anche attraverso le organizzazioni sindacali: i
lavoratori hanno così purtroppo imparato a loro spese che è inutile
contare sulle istituzioni quando si è costretti a lavorare in
violazione delle normative vigenti.

Accade sempre più spesso che invece dei generici in divisa si presenti
sui set personale dipendente dalla Polizia di Stato o Municipale a
sostituire lavoratori.

Ai generici con doppio lavoro non viene mai chiesto di comunicare i
limiti di orario nei quali si può offrire la prestazione ai sensi del
D.Lgs 66/2000 come previsto dalla Circ. del Ministero del Lavoro n° 8
del 3/3/2005 e come richiamato dallo stesso Ministero in risposta al
nostro interpello avente per oggetto: cumulo tra contratto a tempo
determinato e contratto a tempo indeterminato, che si allega.

Ai lavoratori minori spesso non viene riconosciuto l’accompagno di un
tutore( legge n° 977/67), oppure l’accompagno viene fatto entrare in
scena e cioè costretto ad offrire una prestazione impropria, impedendo
così ad un generico di poter essere regolarmente collocato.

Negli spettacoli di intrattenimento televisivo è ormai invalsa la
pratica dei falsi inviti gratuiti, gestiti da intermediatori non
autorizzati che costringono  anziani e giovani a lavorare in nero per
realizzare trasmissioni dove invece potrebbero essere occupati
centinaia di figuranti mentre altri sono costretti ad accendere
partite IVA per andare a battere le mani negli studi televisivi.

In ultimo Le chiediamo di intervenire per scongiurare il pericolo
della dismissione degli Studios di Cinecitta’. Il cinema è cultura ,un
paese senza culture è un paese morto.

Onorevole Presidente, il silenzio che in questi anni ha circondato la
vicenda è tremendamente sconfortante.

Onorevole Presidente, ci chiediamo: chi fa impresa con denaro pubblico
avrà doveri civili e sociali verso il proprio paese? Noi pensiamo di
si.

Chi fa impresa con denaro pubblico avrà maggiori responsabilità
nell’osservanza delle normative in vigore nel proprio paese? Noi
pensiamo di si.

Purtroppo come Associazione dalla politica e dalle istituzioni non
abbiamo avuto finora le risposte che riteniamo di meritare.

Siamo pertanto convinti che solo il Suo intervento in quanto
Presidente del Consiglio  possa restituire la fiducia nelle
istituzioni a tanti cittadini e lavoratori che più volte hanno
richiesto interventi agli organi competenti senza ottenere riscontro.

Non ci deluda.

Con Osservanza

Angelo Ciaiola

(presidente agi)

Associazione Generici italiani dello spettacolo
reg. Roma,05 febbraio 1993 – AA.PP. n° C-6727
Cod. Fisc. 96217170586 – L.go L. Antonelli, 8 – 00145 Roma
association for Extras in the entertainment industry Italy
Angelo Ciaiola ( presidente) – tel: 333.1120465
e-mail: info@agispettacolo.it - agispettacolo@pec.it
www.agispettacolo.it

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